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QUANTE COSE SAI SUL SESSO?

Se sei convint* di sapere tutto sul sesso perché ti senti identificat* in un quale genere sessuale, o perché hai dei figli, o perché hai molte avventure sessuali

allora, questo post non fa per te.

Se invece ti rendi conto che questa parte di te ti crea uhm qualche fastidio, o ti fa arrossire, o non sai bene come metterlo nella tua vita, o vorresti di più dalla tua vita sessuale ma non sai come fare, o ancora, hai sempre sentito dentro di te quella sensazione di non essere proprio consapevole di cosa accade quando lo vivi, il sesso,

allora, leggilo, e dimmi quali sono gli argomenti sui quali vorresti leggere di più.

Il sesso mi fa pensare al famoso tesoro dei pirati: da qualche parte esiste la mappa che porta al tesoro; ogni tanto qualcuno parte e mette in gioco la propria vita per cercarlo, non sappiamo se siano tornati e se l’abbiano trovato o se siano tornati e cosa abbiano veramente trovato nel cercarlo.

Il sesso è il tesoro: tutti vorremmo la mappa per arrivarci, moltissimi partono alla ricerca, non si sa quanti tornino, e quanti tornino  avendolo trovato veramente.

Questo articolo, ringrazio la pazienza infinita del #teamleROSA per la rilettura e le correzioni, è un primo passo nella tua ricerca, dentro di te, del tuo amore per te stess* espresso attraverso il tesoro del tuo corpo e della tua sessualità.

https://www.lerosa.it/salute/psiche-e-benessere/sesso-3-cose-che-non-sapevi/

Sesso: 3 cose che non sapevi

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Cos’è un gatto?

Vi presento Micia

Lei è Micia, avete visto qualche volta i posts con lei protagonista.

Ieri, Micia è morta.

Improvvisamente; Mercoledì è stata molto male e Giovedì se n’è andata.

L’avevo trovata un giorno di 6 anni fa, proprio un Aprile, proprio in mezzo alla strada, sulla mezzariga bianca che divide le corsie.

Pomeriggio assolato

strada sgombra

Vedo una macchia colorata in mezzo alla strada

Guardo di riflesso lo specchietto, inchiodo, accosto e corro là.

Stessa cosa l’auto che procede in senso inverso di marcia: inchioda, accosta, corre.

Stesso procedimento di un uomo adulto che sul marciapiede accanto alla strada se ne andava sulla sua bicicletta.

Una convivenza con Amanda Lear

L’altro conducente era una donna giovane, che stava andando a scuola a prendere i suoi bimbi.

L’uomo era un nonno che andava a prendere il nipotino all’asilo.

Io, stavo andando in Ospedale da mia madre.

Metto la gattina sulla mia auto, nel bagagliaio, dal quale ha brontolato con la sua voce particolare per tutto il tragitto. La signora gira l’auto e mi precede accompagnandomi dal veterinario, che non sapevo dove fosse; là, una donna, ci trovo un’amica di mia madre.

Lascio la gattina alle sue cure affettuose e corro da mia madre, alla quale racconto dell’incontro, e alla ragazza che le faceva compagnia.

La sera, esco dall’ospedale e corro dal veterinario a prendere la gatta: insieme andiamo a casa.

Fu così che Micia cominciò la sua convivenza con noi e le sue due sorelle acquisite: Timmy, che purtroppo morì circa un anno e mezzo fa, e Joy, che conoscete.

Sono tristissima, è sconvolgente non avere più Micia in casa, la vedo ovunque.

La chiamavo Amanda Lear, per via della sua voce particolare che ricordava la cantante. Era forse dovuta ad una ferita sotto la gola, forse lotte fra gatti di strada, che ogni tanto ancora si infettava.

Ci mancherà tantissimo, lo so; la vedo ovunque, perché era ovunque, e perché rimarra ovunque nel mio cuore e nei miei occhi.

“Quale dono più grande dell’amore di un gatto?”
(Charles dickens)

Difetti?

Vi scrivo perché voglio raccontarvi di cosa mi manca già e di più di Micia: mi mancano i suoi “difetti”, gli atteggiamenti che mi facevano spazientire.

Il suo timore di rimanere senza pappa così che pensava bene di appiccicarsi ai miei piedi, tanto che talvolta la schiacciavo, perché non mi accorgevo che ci fosse, e che mi faceva inciampare per cercare di evitarla.

E il fatto che ogni volta mi trovassi nella zona cucina al lavello, lei fosse lì. Lavavo i piatti e lei mi faceva compagnia, volveva bere dal rubinetto rifiutando l’acqua dalla ciotola; e dovevo ricordarmi che nata ladra non potevo abbandonare cibo alla portata delle sue zampette leste.

Quando si cucina è faticoso, così la mettevo fuori dalla porta, per igiene e sicurezza.

L’eredità di Micia

Mi sono stupita percependo questo in me: mi manca di Micia proprio quello che mi infastidiva.

La sua dolcezza, la sua voglia di coccole, la sua fame insaziabile, la sua tranquillità, era già una gatta molto adulta quando la incontrai.

Riflettevo su questo: su cosa faccia l’amore.

Ci fa amare i “difetti”, le parti più delicate di noi, quelle parti che richiedono impegno per essere amate.

O forse, quelle parti che sono più nostre: un altro regalo di Micia, farmi capire quanto spesso ci lamentiamo con una persona cara per atteggiamenti che ci infastidiscono e viceversa l’altro si lamenti dei nostri atteggiamenti che infastidiscono.

Ora, vorrei avere ancora Micia che mi fa inciampare e vorrei ancora doverla mettere fuori per cucinare tranquilla.

O lavare i piatti mentre lei contempla rapita lo scorrere dell’acqua sulle stoviglie.

Forse, è proprio questo il vero senso dell’amore: la comprensione “con la propria carne” di ciò che dell’altro più ci affatica.

Promesse …

Mi riprometto di non lamentarmi più, o meno (più realistico) degli atteggiamenti fastidiosi delle persone che amo: perché sono quelli che me le fanno amare e riconoscere e li benedico di doverli capire.

Micia mi ha fatto capire chiaramente cosa sia l’amore: non è la facilità di trovare piacevole una persona, certo sempre nel rispetto reciproco, ma è ciò che di quella persona più ci pesa, il tratto distintivo che caratterizza la parte affascinante e attraente.

E’ la parte personale, quella cosa speciale, anche nel suo infastidirci, che tratteggia quella persona e nessun’altra, quel particolare che ci fa spazientire e senza il quale quella persona non la riconosco nella mia pelle.

E’ l’equilibrio fra la positività e la parte faticosa quel qualcosa che ci fa innamorare, che ci attrae, che sia un* amante un amic*, un famigliare, un bell’incontro.

Cos’è un gatto, infine?

Un gatto è un essere a quattro zampe e una saggezza infinita che ci insegna ad amare, con pazienza e i baffi ad annusare.

Cos'è un gatto? La saggezza dei gatti
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